Smettere di allattare
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Smettere di allattare è la cosa più difficile di tutto l’allattamento. Non ci sono ragadi, ingorghi, mastiti, che possano reggere il confronto con quanto sgomento comporta in ogni madre il pensiero di smettere di allattare. Credo che il motivo sia perché smettere di allattare non è, come i precedenti, un problema fisico, un dolore che si cura con tachipirine, pomate o impacchi. Smettere di allattare è una questione psicologica molto più che fisica. Smettere di allattare è una questione di istinto, di pancia, di cuore. E in ogni mamma crea ansia, dubbi, domande, ripensamenti, sensi di colpa, tristezza.

Io ho smesso di allattare Davide a 14 mesi perché ero rientrata a lavoro da 4 mesi e in tutti quei 4 mesi le ore che passavamo a casa insieme erano un continuo “attacca-stacca” dal seno. Non riuscivo a fare niente se non consolare lui con il mio seno. Ero stanca e arrabbiata. Lui lo sentiva e non si rilassava nemmeno più con le nostre poppate e così decisi di non andare oltre. Dovevo continuare a regalargli un gesto che non vivevo più con gioia oppure dovevo regalargli una mamma serena e rilassata quando stava con lui? Ho capito che la seconda cosa era la migliore e così ho smesso di allattare dopo mesi e mesi di allattamento totalmente a richiesta.

Quando ho scritto il post in cui ho raccontato come e quando ho smesso di allattare Davide, ho ricevuto un sacco di mail private da mamme che mi chiedevano consigli su come smettere di allattare e ho scoperto ognuna di noi ha un suo motivo di fondo per il quale decide di smettere. Ogni motivo è diverso, ma ognuna di noi condivide con le altre la paura enorme di non farcela, il senso di colpa gigantesco di togliere al proprio bambino qualcosa di essenziale e il terrore di non riuscire a colmare quel vuoto con un qualcosa di altrettanto unico e speciale.

Quindi ho deciso di raccogliere qui i vari consigli che mi sono trovata a dare alle mamme su come, quando, perché smettere di allattare. Sempre chiarendo a tutte loro e a tutte voi che forse mi leggete adesso che sono solo consigli di una mamma. Di una mamma che ha una formazione di mamma alla pari ma comunque non sono consigli professionali di un’ostetrica o di un’infermiera pediatrica.

1. Fermarsi a riflettere

Quando decidete di smettere di allattare, prendetevi tempo. So per esperienza che questa decisione viene in mente almeno dieci volte al giorno quando si è stanche e si passano notti insonni una dopo l’altra. Però è necessario che vi prendiate qualche giorno o almeno qualche ora di disconnessione da tutto e da tutti per guardare in fondo alla vostra decisione. Dovete capire il perché decidete di smettere. Può essere stanchezza, può essere che dobbiate affrontare una cura che richiede farmaci incompatibili con l’allattamento, può essere la pressione dei giudizi esterni di parenti e familiari, può essere che il bambino non si rilassa più al seno come prima. Qualsiasi sia il motivo che vi spinge a interrompere l’allattamento, focalizzatelo bene, e togliete qualsiasi voce dalla testa che non sia la vostra. Ascoltate il vostro cuore di mammifero.
Sapete perché è indispensabile? Perché una volta presa la decisione non si deve tornare indietro. Bisogna essere fortissime e irremovibili. E se la motivazione per la quale si intraprende un cammino non è forte e salda, ogni gesto diventa traballante. E un bambino che cerca il seno può essere fortissimo, decisissimo a prenderselo, può piantare pianti e capricci estenuanti e se voi non siete altrettanto fortissime e decisissime e sicure di quello che avete scelto di fare, non ce la farete.

2. Essere decise

Ecco quello che dicevo. Una volta che la decisione è stata presa bisogna essere coerenti e irremovibili. Non è questione di essere sergenti di ferro dure e pure. Il fatto è che questo è l’unico modo di venirne fuori. Perché esistono bambini che non fanno problemi e scivolano facilmente dalla routine del seno a tante altre routine di consolazione. Ma esistono bambini forti e molto attaccati alla coccola speciale che dà l’allattamento e quindi bisogna essere pronte a affrontarli.
Un bambino ha sempre bisogno di scelte coerenti. In ogni decisione che i genitori prendono per lui deve poter riconoscere una sola direzione. Ogni tentennamento o cambio di rotta lo confonde e lo destabilizza. Quindi una volta che avete deciso non si torna indietro.

3. Procedere con gradualità

Non bisogna pensare di poter togliere da un giorno all’altro tutte le poppate. Bisogna dare modo a noi stesse, al nostro bambino e al nostro corpo di abituarsi a qualcosa di diverso: ovvero una minore produzione di latte. C’è chi toglie per prime le poppate che precedono i pisolini, chi toglie la poppata della stanchezza delle sei del pomeriggio, chi toglie la poppata notturna.
Io per esempio ho tolto prima le poppate della notte, e solo dopo qualche mese, quelle diurne. Ho fatto così perché mi ero resa conto che le poppate notturne erano una brevissima consolazione data dall’abitudine – soprattutto mia! – di attaccare al seno mio figlio appena lo sentivo lamentarsi nella notte. Le poppate diurne invece erano proprio una grande consolazione per lui, erano il suo modo di dirmi “Mamma dove sei stata tutto il giorno? Mi sei mancata tanto, adesso stai con me e basta!”. Quando ho tolto le poppate diurne eravamo ancora a quota 3-4 poppate e ho scelto di toglierle tutte insieme perché erano poche e soprattutto erano diventate “ciucciatine” più che poppate. Non quindi erano associate a una grandissima produzione di latte.

La gradualità infatti aiuta anche il nostro corpo a passare in modo naturale a una sempre minore produzione di prolattina e quindi di latte. Il seno nei primi giorni si riempirà in corrispondenza di quelle che erano le poppate, ma basta avere la pazienza di fare un poco di spremitura manuale (sotto la doccia o su un lavandino) e togliere quel poco di latte che ci permetta di non sentire più tensione o calore. Il latte non va spremuto tutto, altrimenti si manderebbe al cervello il falso messaggio che qualcuno ha ancora bisogno di latte. Bisogna spremere solo il tanto che allevia la tensione e pian piano, nel giro di qualche settimana, la produzione di latte cesserà.

Molte mamme si fanno prescrivere le famose pastiglie che “mandano via il latte”, che dovrebbero inibire da subito la produzione di latte. Io non l’ho usata, ma conosco molte mamme che prendendola non solo hanno avuto spiacevoli effetti collaterali ma soprattutto non hanno avuto l’effetto sperato: il seno infatti si riempiva ancora di latte e quindi sono comunque dovute passare alla fase della spremitura manuale.

Quindi, la parola d’ordine è gradualità: siccome smettere di allattare è una fase importante, stressante e a volte faticosa, affrontiamola a piccole dosi. Con decisione ma a piccole dosi.

4. Cercare e accettare aiuto e sostegno

Io ho smesso del tutto di allattare durante le vacanze di Natale perché sapevo che avrei avuto a disposizione in casa con me il papà, i nonni e la zia che mi avrebbero aiutato a distrarre Davide quando avesse cercato il seno. E ha funzionato. Se guardo indietro verso quei giorni in realtà mi accorgo che sono stata quasi sempre io a distrarre Davide con coccole, giochi e letture quando lui cercava il mio seno, ma sapere che attorno me c’erano delle persone che lui amava e che sarebbero potute intervenire in mio sostegno quando non ce l’avessi fatta mi ha dato un fortissimo aiuto psicologico.

Io infatti non sono d’accordo con chi per smettere di allattare decide di allontanarsi per qualche giorno dal proprio figlio in modo tale che lui non vedendo la mamma si dimentichi del seno. Ci sono mamme che dormono per qualche giorno in hotel, chi trasferisce il bimbo dai nonni, chi si nasconde a dormire in salotto. Io credo che sia la mamma in prima persona a dover dire e far capire al proprio bambino che c’è un nuovo modo di addormentarsi o consolarsi. Perché in ogni caso, quando il bambino vedrà di nuovo la propria mamma, anche se è stato tre giorni senza un goccio di latte, probabilmente lo cercherà di nuovo proprio perché lo associa alla sua mamma. Certo, anche io, durante alcune notti, non ce la facevo più. Anche io mi sono rifugiata nella camera a fianco e mio marito ha percorso la casa in lungo e largo con Davide in braccio per fargli vedere che la mamma non c’era. Però l’ho fatto al terzo o al quarto risveglio della notte, dopo che avevo tentato almeno per qualche volta di consolarlo in altro modo e fargli capire che la mamma c’era, era lì con lui, ma non lo allattava più.

Quindi il mio consiglio è quello di pianificare un pochino prima il periodo in cui volete smettere. Cercare un periodo in cui magari non dovete lavorare e potete recuperare un po’ durante i giorno il sonno perduto, oppure un periodo in cui qualcuno sia disposto a aiutarvi per qualche giorno.

5. Dotarsi di pazienza e fantasia

Quando un piccolino decide che vuole il seno della mamma e la mamma di punto in bianco decide di non darglielo più, è abbastanza complicato convincerlo razionalmente che è la cosa giusta da fare. Sia che il bimbo sia piccolo (il mio aveva 14 mesi) oppure sia più grandicello e già in grado di comprendere motivazioni e conseguenze delle azioni, le parole funzionano poco, meglio passare alle azioni.
Bisogna arrivare preparate con “armi di distrazione di massa”, come le chiamavo io. Che siano canzoni, giochi, cartoni animati, qualsiasi cosa che sapete che il bambino ama particolarmente. Può essere utile comprargli qualche giochino nuovo (basta una sciocchezza da pochi euro!) e tirarlo fuori quando non riuscite a distrarlo in altro modo. Si può provare a uscire e andare al parco in corrispondenza dell’orario della poppata. Si può fare scorta di qualcosa di buono che il bambino ama.
Io, una notte particolarmente critica, ho dato a mio figlio uno yogurt e due fette di panettone, ad esempio. L’importante è che nessuna di queste cose diventi il sostituto della poppata: altrimenti si cade nella trappola di un’altra routine che poi andrà tolta. Però qualche strappo alla regola, qualche concessione può essere di grande aiuto nella fase più “acuta” dell’allontanamento dal seno. E poi naturalmente dotarsi di taaaaanta pazienza, tanto amore, tante tantissime coccole e molta elasticità: è giusto concedere anche a noi stesse un piccolo premio dopo un “match tetta sì- tetta no”. Quindi se alle 3 di notte vi va una fetta di pane con la nutella mangiatela senza sensi di colpa. Ce la meritiamo.

6.Smettere di allattare e poi?

Molte di noi credono che smettere di allattare sia la soluzione per diversi problemi, altre credono che ne comporti altri. Io, per quanto ho vissuto sulla mia pelle e per quanto ho appreso parlando con altre mamme, ho capito che alcune cose.

Non è vero che i bimbi dormono di più.

Mio figlio ha dormito di più. Senza tetta notturna è arrivato a farsi anche 10 ore di sonno di fila e io sono rinata. Ma molte mamme che conosco sono invece ancora costrette a svegliarsi perché il loro bambino vuole il latte nel biberon (che è arrivato a sostituire quello materno…!), oppure cerca il contatto fisico con la mamma, oppure semplicemente si sveglia e non riesce a addormentarsi da solo. Quindi se volete smettere di allattare per dormire di più, mettete in conto che a volte la ricerca del seno non è il solo motivo per cui si sveglia un bambino.

I bimbi mangiano di più.

Solitamente sì. L’ho riscontrato in quasi tutte le mamme con cui ho parlato. Il latte che infatti arrivava dalle poppate, anche se pochissimo, riempiva quel buchino di stomaco che magari si saziava proprio con quel dolce di mamma. Quando il latte non c’è più tendenzialmente i bimbi hanno più appetito e quindi attenzione a non cedere alla “trappola” di cui parlavo poco fa: il gioco del “non ti dò il seno, eccoti il dolcetto che ti piace tanto” deve esser fatto solo nei momenti di vera emergenza.

I bimbi si dimenticano il seno? No!

No. Non se lo dimenticano. Magari non cercano più di essere allattati, ma il seno e il calore della mamma resterà per sempre un rifugio sicuro. Per mesi e mesi anche dopo la fine dell’allattamento i figli che sono stati allattati si addormentano con la manina sul seno della mamma oppure lo cercano nei momenti in cui sono stanchi o di difficoltà. Quindi al parco dopo una lite o una brutta caduta potrete trovarvi con le mani di vostro figlio nel reggiseno. Mettetelo in conto.

La mamma è insostituibile.

Moltissime mamme, e io stessa insieme a loro, sono preda del senso di colpa dopo aver preso la decisione di smettere di allattare. Anche se le motivazioni sono solide e la volontà ferrea, il pensiero di togliere al proprio figlio quel nutrimento speciale che solo loro potevano donargli e gli hanno donato dal primo giorno in cui sono venuti al mondo, le fa sprofondare in un pantano di sensi di colpa. Ci si sente egoiste, incapaci, poco tenaci. Si pensa di aver tolto al proprio bambino un alimento magico che riusciva a nutrirli e consolarli e guarirli come niente riuscirà mai a fare per il resto della loro vita.
E poi si diventa preda della paura di essere messe da parte. Poiché l’allattamento era una cosa a due, un rapporto unico mamma-figlio, si crede che nessuna cosa sarà mai più speciale come quello. Tutti gli altri potranno dare lui quello che gli dà una mamma: si pensa che tutti potranno nutrirlo, lavarlo, potranno giocarci insieme, cantargli le canzoni esattamente come fate voi. INVECE NO. La mamma è solo una, ed è la mamma. Questo dovete stamparvelo nel cuore. Una mamma e il suo bambino solo legati da un legame di natura e di istinto e di sangue più forte di ogni allattamento. Altrimenti le mamme che non possono allattare o scelgono l’allattamento artificiale come farebbero? Sarebbero meno madri delle altre? NO.

La mamma, qualsiasi mamma, ha portato in grembo il proprio bambino per nove mesi e lui ha imparato già nella pancia a conoscerne suoni e odori. La mamma ha un tono di voce speciale per lui, un odore che riconoscerebbe tra mille. Magari la mamma non sa cantare, cucina male e non ha fantasia nel giocare. Magari il papà o la nonna sanno farlo divertire giocando a calcio o facendo con lui la pasta per la pizza. Ma l’abbraccio di una mamma non lo sostituisce nessuno. La carezza di una mamma nella notte non la sa dare nessuno. La luce che brilla negli occhi di una mamma e di un figlio quando incrociano il loro sguardo non si accende negli occhi di nessun altro.
Quindi state tranquille: anche se si smette di allattare, saremo per sempre le madri dei nostri figli. Per sempre.

Smettere di allattare
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21 pensieri su “Smettere di allattare

  • 8 ottobre 2017 alle 15:38
    Permalink

    Grazie mille per questo post e per quello precedente. Io ho smesso di allattare da 4 giorni perché ho preso un farmaco assolutamente incompatibile con l’allattamento. Era da un po’ che ci pensavo, dopo 6 mesi di allattamento esclusivo e 8 di allattamento a richiesta. Mia figlia va già al nido e io sono già tornata al lavoro. Lei mangia, gioca, sta bene, la tetta era diventata una schiavitù per me ma, pur essendo giudicata per questo allattamento prolungato (‘allatti ancora!!!????’ era la frase che più mi sentivo dire), nessuno ha saputo/voluto aiutarmi a smettere. Sono persino andata in un consultorio qui a Torino, dove ci siamo trasferiti da poco, e mi hanno proposto di andare dalla psicologa…non ho capito se per togliere la tetta a mia figlia oppure perché mi consideravano mentalmente instabile! Dove abitavano prima avevo una folta e nutrita rete di amiche mamme, ostetriche e consultori ai quali rivolgermi…qui mi sono sentita molto sola. Quindi grazie per i tuoi post, mi hanno rassicurata. nel frattempo io continuo decisa a non allattare più, nonostante i pianti e le scenate e il seno che ancora fa un po’ male. Ma sono sicura che è la scelta giusta. Grazie ancora!

    Rispondi
    • 10 ottobre 2017 alle 16:36
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      Grazie Chiara per il tuo commento. Smettere di allattare è un momento faticoso, sia esso dopo un mese, un anno o tre anni. Quindi tieni duro. Coccola tanto la tua bambina e anche te stessa. Un abbraccio, Valentina

      Rispondi
  • 26 ottobre 2017 alle 15:20
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    Ciao, vorrei smettere ma sono ancora nella fase 1 ma ho un dubbio/ansia rispetto alla tua affermazione : ‘La mamma è solo una, ed è la mamma. Questo dovete stamparvelo nel cuore. Una mamma e il suo bambino solo legati da un legame di natura e di istinto e di sangue più forte di ogni allattamento. Altrimenti le mamme che non possono allattare o scelgono l’allattamento artificiale come farebbero? Sarebbero meno madri delle altre? NO’
    Sono dáccordo al 2000% che una mamma che non ha allattato e’ mamma allo stesso modo, ma mi chiedo: in quel caso per il bimbo quello E’ il suo rapporto con la mamma, basato su altro tipo di coccole non sulla tetta. Ma su un bimbo a cui viene levata?
    Si si sono ancora al punto1…..

    Rispondi
    • 27 ottobre 2017 alle 14:43
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      Un bimbo a cui viene tolto il seno, viene tolto solo uno dei tanti modi che ha di relazionarsi alla propria mamma. Sono sicura che se ti soffermi a pensare troverai decine di cose che solo tu sai fare per lui (o per lei, non mi hai scritto se hai una bimba o un bimbo!): cantare, cucinare, tenerlo in braccio in un certo modo, insegnargli a guardare il cielo… Ogni bimbo sa perché la sua mamma è speciale, al di là di ogni allattamento. E anzi, direi, che il legame che si costruisce senza il “vincolo” dell’allattamento è ancora più duraturo perché crescerà e si evolverà per tutta la vita.
      Tu intanto stai tranquilla e fai tutti i tuoi pensieri. Quando avrai metabolizzato la tua scelta, mettila in atto senza ripensamenti. Sia essa la scelta di continuare a allattare o quella di smettere. Un abbraccio.

      Rispondi
  • 24 novembre 2017 alle 7:58
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    Grazie, era il post che cercavo.con mila (11 mesi) siamo in trattativa da un mesetto, lei beve solo di notte da almeno 5 mesi (e nemmeno so come abbia fatto a non allattarla più di giorno, ma mi è venuto così semplice). poi invece a letto urla troppo di notte, oppure è raffreddata,oppure io voglio dormire più a lungo ecc. Insomma sempre un buon motivo per rimandare,x evitare sti sensi di colpa in un senso o nell’altro. Lei capisce perfettamente, a volte se ne fa una ragione che dobbiamo trovare un nuovo metodo per farci le coccole. Io a volte sono sulla giusta onda e funziona bene, altre non ce la faccio.mi sento incoerente, il mio compagno non ne può più, io sono a pezzi.Ma forse hai ragione tu, trovare un momento giusto nelle prossime vacanze di Natale può essere una soluzione. E niente, da questi post sento un po’di solidarietà e un po’ di forza x affrontare questo passo, che mi sembra molto più complicato di tanti altri. Grazie!

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    • 24 novembre 2017 alle 18:18
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      Ciao Marta, se ti può dare ulteriore forza, sono di nuovo anche io in questa situazione. La mia seconda bimba ha 11 mesi e è mamma dipendente di notte. Ancora non ho trovato la forza di smettere di allattarla di notte perché ha da poco iniziato l’ambientamento al nido e io il rientro a lavoro. Però sto raccogliendo le forze per questo passo. Ti sono vicina. Stai tranquilla: ogni ripensamento, ogni gettare la spugna, ogni frustrazione è normale. Dopo un poco lasciano spazio alla determinazione e sarà fatta. Un abbraccio!

      Rispondi
  • 12 gennaio 2018 alle 15:20
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    Per me smettere di allattare è stato facilissimo. Con entrambi i miei bimbi intorno all’anno di età e senza ansie né ripensamenti. Nessuna trattativa, era una mia decisione, serena, e quindi loro l’hanno accettata di buon grado, anche perché non gli ho dato tutto questo peso o chissà quale importanza. Allattare è bello e fa bene, si sa, ma certe volte viene enfatizzato come l’unico modo per trasmettere, oltre al latte, l’affetto, mentre ci sono tanti modi alternativi e comunque validissimi. Entrambi hanno reagito benissimo, mai un capriccio: non si sono per niente mostrati nervosi né insofferenti per questa mia scelta, anzi hanno accolto con entusiasmo la tazza di latte o di yogurt. Ormai da tempo davo loro solo la colazione e dormivano tutta la notte senza risvegli da quando avevano 9 mesi, quindi senza poppate notturne da circa tre mesi. Questa la mia esperienza: smettere di allattare = una delle normalissime tappe di crescita di un figlio.

    Rispondi
    • 14 gennaio 2018 alle 14:52
      Permalink

      Ciao Laura, questa tua testimonianza è davvero una perla rara! Complimenti e grazie per averla condivisa. Sarà di aiuto a tutte quelle mamme che invece, come è successo a me, hanno trovato e trovano difficoltà in questa particolare ma, hai ragione, normalissima tappa di crescita di un figlio.

      Rispondi
  • 3 febbraio 2018 alle 16:34
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    Ciao, io ho provato oggi a smettere di allatare, dico provato xché ho già fallito :'( stamattina per il pisolino ci sono riuscita.. si è addormentata senza puppa e senza replicare più di tanto.. infatti mi è sembrato strano… ho riprovato dopo pranzo x il pisolino pomeridiano…. ed è stata una tragedia…. pianti e divincolamenti tanto da non riuscire a tenerla in braccio… alla fine dopo un ora ho ceduto…. cosa sbaglio?? Forse non è pronta? Forse sbaglio il metodo? Brenda ha 14 mesi… è arrivato il momento di smettere… non la vivo più serenamente x non parlare dell’esterno, compreso mio marito che continua a dirmi di iniziare a togliergliela…. non ce la faccio più….

    Rispondi
    • 4 febbraio 2018 alle 14:32
      Permalink

      Ciao Elena, per non fallire c’è un unico modo. Essere sicuri di voler smettere. Sei sincera con te stessa? Vuoi davvero smettere o sono le spinte dall’esterno che ti condizionano? Se sei sicura è convinta vai avanti con la tua decisione. Brenda si ribellerà e piangerà molte volte, ed è normale. Le stai togliendo una cosa che fa dalla nascita e che le piace, ha 14 mesi e ancora non può capire spiegazioni logiche, quindi reagisce d’istinto. Quindi preparati a momenti difficili che si presenteranno più volte. Se però tu sei sicura e decisa, le mostrerai con serenità che non la privi del tuo affetto e anzi la riempi di coccole, e stai sicura che dopo una settimana non farà più scenate o pianti. Capirà con l’istinto che la sua mamma è ancora lì vicino a lei, anche senza puppa. In bocca al lupo!

      Rispondi
  • 14 febbraio 2018 alle 10:14
    Permalink

    Grazie mille per questo articolo. In questo momento difficile mi è di grandissimo aiuto. Sono mamma di due bambine, estremamente diverse con esperienze di allattamento diverse.
    Ora sto cercando di smettere di allattare la secondogenita di dieci mesi…ho tolto il seno di giorno già da un paio di mesi senza problemi e in maniera naturale per entrambe grazie allo svezzamento e al fatto che la bimba mangia serenamente e volentieri ogni tipo di cibo.
    Purtroppo il dramma è la notte: si sveglia anche ogni ora in cerca della tetta. Stanca stremata nervosa e avvilita non ce la faccio più…mi sento un ciuccio vivente e mi sembra di aver sbagliato completamente la gestione di questa piccolina. Con il supporto di mio marito ho deciso di smettere. Questa è stata la prima notte in cui ad ogni minimo risveglio non le ho offerto il seno. Un incubo…non tanto perchè vuole il seno, mi sembra che accetti di non attaccarsi, quanto perchè vuole solo stare in braccio, solo a me, con mio marito strilla e inoltre si è svegliata anche ogni mezz’ora! C’è una fine vero?
    Io sono convinta e determinata perchè so che lei capirà che la amo con tutta me stessa anche se non la allato più. Non può non capirlo perchèmnon devo fingere in niente…devo solo essere me stessa.
    Ma sono stanchissima, infinitamente stanca.
    Spero passi..
    Grazie se mi potrai rispondere.
    M&A

    Rispondi
    • 14 febbraio 2018 alle 17:23
      Permalink

      Ma certo che passa! Certo che passa! Sono sicura che già stanotte sarà diverso. E domani notte ancora diverso. È normale che lei voglia stare solo con te. Che cerchi le tue braccia. Vedrai che se la riuscirai a rassicurare che anche senza la coccola del seno tutto va bene e tutto è uguale a prima, pian piano lei si lascerà andare anche alle coccole del papà. Sei stanca ed è normale. Se non si dorme si è stanchi e da quanto ho capito hai anche una bimba più grande da seguire e che richiede le tue attenzioni. Cerca quindi di non mettere troppe cose da fare in questi giorni: dedicati solo alle tue piccole, ordina la pizza per cena e lascia la casa in disordine. Quando la fase critica sarà passata riuscirai a tornare alla serenità di sempre. In bocca al lupo!

      Rispondi
  • 4 aprile 2018 alle 14:47
    Permalink

    Splendido articolo..che per qualche ragione mi ha fatto scendere una lacrima!! Il mio bimbo compirà un anno fra 15 giorni. Allattato con tanto amore a richiesta da sempre!! Ho combattuto contro tutti quelli che mi dicevano e dicono “ma allatti ancora? É grande ormai”, “se non smetti non si staccherà mai da te” etc etc. Io, mamma che si è licenziata per stare con il proprio bimbo, mamma che non dorme una notte intera da quando è nato..mamma che ama allattare e che adesso è tanto stanca!!! Sono stanca perché se siamo fuori il seno non lo chiede più, invece la notte 4 o 5 volte.. e se lo chiede di giorno, lo vuole in modo disperato, buttandosi per terra se glielo tolgo, urlando in preda a vere e proprie crisi..sempre quando siamo da soli!! E io sono tanto stanca..troppo..e non riesco a gestire i momenti in cui si dispera!!! Inizio a chiedermi se forse avrebbe bisogno di trovare qualche altro modo per essere consolato, perché quando “impazzisce” non so più se gli sto facendo davvero del bene…

    Rispondi
    • 14 aprile 2018 alle 15:07
      Permalink

      Ciao Jenny, la stanchezza è la prima nemica dell’allattamento. Non bisogna sentirsi in colpa se si è stanche. È assolutamente normale. Ed è normale decidere di smettere di allattare per la stanchezza. La cosa più importante è che tu sia serena sempre quando stai con il tuo bambino e se smettere di allattare ti farà riposare un poco di più, soprattutto di notte, smetti. Il tuo bimbo percepirà la tua serenità e sono sicura che “impazzirà” molto meno. Io credo che quell’impazzire non sia dovuto al volere il latte, ma alla percezione chiarissima che ha della tua stanchezza e magari nervosismo in quei momenti in cui lui cerca il seno. E il suo modo per reagire è quello. Una volta che avrai trovato la tua serenità vedrai che sarà più tranquillo anche lui.

      Rispondi
  • 13 aprile 2018 alle 11:00
    Permalink

    ciao, sono una mamma che sta allattando da 18 mesi, non vorrebbe smettere perchè mi piace tantissimo quando finisce di bere e ti guarda con un sorriso angelicooo.
    Purtroppo prima o poi…a giugno il papà lo porterà un po al mare un mese…io potrò raggiungerli solo una settimana, quindi è giunto il momento di staccare anche perchè io non mi sto curando le tonsille perchè dovrei prendere delle medicine…
    Mi sento in colpa perchè so che lui vuole quella ed inoltre per mangiare fa sempre capricci…alle volte vuole solo quella.
    Lui va al nido sta 8 ore e quando torna a casa vuole la tetta! come fare?

    Rispondi
    • 14 aprile 2018 alle 15:03
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      Ciao Laura, come racconto nell’articolo, l’unico modo per farcela è essere sicure della decisione. Una volta presa devi essere ferma. Armati di tantissima pazienza, dotati di qualche gioco nuovo, di qualche libro nuovo da mostrargli, chiedi aiuto a chi ti è vicino, e poi inizia a dire no. Vedrai che in una decina di giorni sarà tutto risolto e tu e il tuo bambino avrete imparato un nuovo modo di stare insieme.
      Ps. Altro suggerimento: non smettere. Goditi questo momento se a te e al tuo bimbo piace. Quando starà al mare con il papà capirà da solo che non ci sei e che quindi il latte di mamma non c’è e non vedendoti non farà tragedie, te lo assicuro. E quando vi rivedrete se vorrai lo allatterai, se invece sentirai che è giunto il momento di smettere lo farai allora. La cosa più importante è che tu sia serena e senza sensi di colpa, altrimenti il bimbo lo percepisce ed è peggio.

      Rispondi
  • 22 aprile 2018 alle 15:26
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    Grazie per il tuo articolo,
    Molto utile e toccante!
    È davvero un momento difficile, ma è come un ri-nascere insieme al proprio bambino. È un momento di crescita per entrambi!

    Rispondi
  • 8 giugno 2018 alle 16:34
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    Domanda un po’ particolare…ma se tolgo poppata del pomeriggio (x la nanna) e lascio quella della sera e quelle notturne confondo il mio bimbo? ha 19 mesi, ho tolto poppate diurne senza problemi ma tetta = nanna si sta rivelando fatale. Oggi una vera tragedia, ha pianto disperato x un’ora…Ha un carattere molto forte e testardo…

    Rispondi
    • 11 giugno 2018 alle 15:45
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      Ciao Ilaria, non è una domanda particolare. Molte mamme hanno questo dubbio. Addormentate il proprio bimbo con la coccola dell’allattamento è normale, cambiate abitudine diventa piuttosto difficile. Però se tu inizi dalla poppata pomeridiana e gli fai conoscere un nuovo modo di addormentarsi vedrai che prima o poi capirà e si abituerà ai nuovi ritmi. Una volta introdotta la novità per la nanna pomeridiana procederai con quella notturna.
      Stai tranquilla, andrà tutto bene. I pianti disperati le prime volte sono normali. Devi solo armarti di tanta pazienza e determinazione.
      Un abbraccio!

      Rispondi
  • 5 luglio 2018 alle 14:25
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    Ciao. Grazie per l’articolo. L’ho trovato utile. Il mio figlio ha 11 mesi. Ci sto provando ormai da 15 giorni di diminuire le popatte, ma niente da fare. Lui mangia di tutto. Mangia bene e cresce bene pero dopo 9 mesi ha iniziato a prendere di più la tetta. A volte di notte succede che dorme con la tetta in bocca. Non riesco a toglierla. Nei migliori casi, di notte si sveglia ogni ora o ogni mezzora per la tetta. Di giorno dipende. A volte, usando tantissimi trucchi riesco a farli solo la poppata di pomerggio quando lo metto a dormire, però tante volte, come oggi pe esempio, fino a mezzogiorno solo mi fa altre 5-6 poppate e mi salta le pappe.
    Io avevo deciso di toglierli la tetta xche stiamo cercando una seconda gravidanza xò non trovo più una soluzione e la cosa inizia a preoccuparmi. Non ho ai sentito casi di bambini così attacati alla sua eta

    Rispondi
    • 5 luglio 2018 alle 22:43
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      Ciao Arianna, non devi preoccuparti. I bimbi sono attaccati al latte di mamma anche fino ai tre anni, quindi a 11 mesi è tutto normalissimo. Probabilmente se lui si attacca ancora così tanto vuol dire che ne ha bisogno. Forse ha iniziato l’asilo nido? I miei bimbi quando iniziarono la frequenza al nido raddoppiarono le poppate! Tuttavia, se davvero vuoi smettere e sei decisa, devi essere irremovibile e forte nell’affrontare anche diversi giorni difficili e pieni di pianto. Poi vedrai che passerà. Tuttavia io ti consiglio di aspettare che la situazione si assesti, trovare un momento di tranquillità (magari in vacanza!) e poi iniziare a diminuire le poppate, una dopo l’altra senza ripensamenti. In bocca al lupo!

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