Mio figlio che cammina

Oggi ho incontrato mio figlio. Mio figlio ha due anni e mezzo e oggi l’ho incontrato per le strade del nostro quartiere.

Era con altri sette bambini e non conoscevo nessuno di loro. Era per mano a una maestra del suo nido. Lei la conoscevo. C’erano anche altre tre maestre e non conoscevo nemmeno loro. Mio figlio camminava diligente accanto alla maestra, al ritmo degli altri bambini. L’ho seguito per un po’ senza farmi vedere. Sembrava tranquillo. Non mi pareva particolarmente entusiasta, forse era un po’ stanco, la passeggiata dal suo asilo a dove io l’ho incontrato è abbastanza lunga, ma era visibilmente sereno. Guardava in giro e si lasciava guidare da quella mano e seguiva il suo gruppo. Questo significa che mio figlio conosceva ognuna delle persone che erano con lui, o perlomeno si sentiva sicuro e al suo posto insieme a loro. Persone che io non conoscevo ma che evidentemente facevano parte del suo vissuto quotidiano fatto di ore, persone, attività e abitudini che io non conosco e di cui non faccio parte.

Ho avuto una sensazione tremenda. Volevo correre a prenderlo e dirgli: “Cosa ci fai in giro per il quartiere con queste persone? Chi sono? Vieni con me, stai con la tua mamma”.

Ma non l’ho fatto e l’ho spiato da lontano. E mentre lui camminava con le sue piccole gambe che hanno solo trenta mesi, io immaginavo come mi sentirò quando fra dieci anni lo incontrerò di nuovo, in giro per il quartiere con amici che non conosco, a fare cose che non mi competono, a parlare di fatti che non mi riguardano. E ancora vorrò dirgli: “Cosa ci fai con queste persone? Vieni dalla tua mamma!”. Ma non lo farò. E non lo farò tra venti anni, né tra trenta.

Oggi ho incontrato mio figlio per strada che viveva la sua vita e ho capito quanto passa in un soffio di vento il tempo sacro in cui un figlio te lo stringi al cuore, sul petto, puoi vederlo fare il bagnetto o stare accanto a lui con un libro mentre è seduto sul vasino. Come corre via in un lampo il momento il cui tuo figlio ti cerca disperato di notte perché vuole il calore della sua mamma, in cui ti chiama a squarciagola se al parco cade a terra o qualcuno lo ha fatto arrabbiare. Come sia breve il periodo in cui per tuo figlio sei la cosa più bella, più importante, più cara, più indispensabile del mondo.

L’ho visto camminare per le strade senza di me e ho capito che lo lascerò andare, sì, lo lascerò andare e lo guarderò da lontano. Ma adesso, adesso me lo stringerò forte al petto ogni volta che potrò e ci dormirò vicino per respirare il suo odore e imprimerlo dentro di me. Per annusarlo di nuovo con la memoria quando lui sarà per le strade del mondo da solo senza pensare, come è giusto che sia, a quanto manca alla sua mamma.

Oggi ho incontrato mio figlio.
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2 pensieri su “Oggi ho incontrato mio figlio.

  • 9 aprile 2017 alle 22:21
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    Questo racconto mi ha fatto davvero bene. Grazie

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